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Piernicola De Maria - Creatore di SimpnessCiao e Benvenuto sul blog di SimpNess!

Se non mi conosci sono Piernicola De Maria, creatore di Simpness, e puoi leggere qualche riga autocelebratoria su di me cliccando qui.

Quella che vedi è la versione “grezza” del blog.

Perché volevo farne uno carino, tutto bello, con la grafica, le foto e i plugin giusti, ma alla fine nulla mi soddisfaceva.

Allora invece di farne uno bello che non sarebbe mai arrivato, ne ho fatto un brutto adesso.

In queste pagine condividerò alcune delle strategie per imprenditori, con l’obiettivo di farti smettere di girare in tondo e lavorare 12 ore al giorno e insegnarti come puoi:

  • Reimpossessarti del tuo tempo come imprenditore
  • Far crescere la tua azienda
  • Delegare anche i processi che sembrano più rognosi e che credi di dover fare solo tu
  • Automatizzare e Migliorare sistemi chiave come il Marketing e l’Innovazione

C’è anche un bel po’ di materiale gratuito che trovi qui. E delle altre risorse consigliate che possono aiutarti a velocizzare i tuoi risultati aziendali.

E infine l’angolo dei libri. Dove potrai acquistare sia il mio libro, Efficacia Personale, che altri libri alla cui pubblicazione ho collaborato e che consiglio vivamente. Trovi i libri cliccando qui!

A questo punto non mi resta che augurarti buona lettura.

E ricorda che se vuoi essere avvisato sempre dell’uscita di nuovi articoli

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Corso per imprenditori barboni hippies che vogliono battere Amazon e la Grande Distribuzione Organizzata

Come avrai notato anche tu, in questi giorni sta circolando su Facebook la foto di una specie di barbone (non inteso come “povero” ma in maniera letterale: “con la barba”) hipster dentro il suo negozio di alimenti biologici naturali a km zero equosolidali con un cartello in mano con su scritto:

“Quando fai acquisti in un piccolo negozio non stai aiutando un manager a comprare la terza casa al mare. Stai aiutando una bambina a frequentare le lezioni di danza, un bambino ad allenarsi a basket, e una mamma ed un papà a mettere del cibo sul loro tavolo”

 

Barbone hipsterSi è già discusso più che ampiamente sull’immagine (che vedi sulla tua sinistra) e sono saltate fuori le osservazioni più disparate.

Da un lato ci sono migliaia di condivisioni di gente che da ragione al tizio. Il popolo degli indignatih dalle multinazzionalih!!!1!!!

Dall’altro commentatori che giustamente fanno notare come il messaggio sia sbagliato, sostenendo che il suo errore sarebbe stato nel mettere al centro dell’attenzione se stesso e i suoi problemi, anziché citare qualche beneficio che un cliente che compra nel suo negozio otterrebbe immediatamente.

Personalmente sono d’accordo con questa seconda linea di pensiero, ma in questo post voglio fare altro, e magari ripulire anche un po’ il mio karma dopo il precedente articolo nel quale spiegavo perché Amazon fa bene a sfruttare i dipendenti.

Ma torniamo al tizio che ha il negozio di prodotti naturali biologici per sturare i lavandini in un paesino sperduto in provincia di Napoli.

Non conosco questo tizio, ma ipotizziamo per un momento che abbia scritto questo messaggio solo per ignoranza, che in realtà sia una brava persona, attenta alle esigenze dei suoi clienti e che sotto sotto avrebbe solamente voglia di far crescere il suo neg

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Perché Amazon fa bene a schiavizzare i dipendenti e come non fare la loro stessa fine (anche se hai un’azienda e – per ora – il capo sei tu)

Nell’estate del 1998, armato di 1 milione di lire prestate dai miei genitori e tanto desiderio di imparare l’inglese, mi trasferisco a Londra.

Il piano era semplice.

  1. Fare 100 fotocopie del mio CV, scritto in un inglese pessimo.
  2. Pedalare e entrare in ogni negozio e ufficio sfoderando il meglio che il mio inglese mi metteva a disposizione: “Eschius mi ai em luking for a giob” 

Ragiona che quasi 20 anni dopo puoi ancora sentire il mio accento italiano. Per cui prova ad immaginare cosa doveva essere la presentazione.

Job Centre LondraDopo 2/3 giorni di ricerca e CV lasciati dovunque (ovviamente nessuno mi chiamava o inviava mail nel frattempo), mi imbatto in un Job Centre ad Islington, che è l’equivalente inglese dei nostri uffici di collocamento.

E trovo un annuncio:

Cercasi pulitori di cessi notturni per Hotel
Si richiede conoscenza di spagnolo o portoghese

Già puoi immaginare dai requisiti linguistici che tipo di bella compagnia di colleghi avrei avuto.

Ma a me quel lavoro sembrava un sogno.

Avrei avuto tutta la giornata per me!!!!

Mi faccio coraggio, entro e consegno una copia sgualgita del mio CV estratta dalla cartellina quella che si chiude con l’elastico.

E parlo con il recruiter, ovvero il responsabile dell’ufficio di collocamento 😀

Per lui sono OK. Ma gli faccio notare che non parlo spagnolo o portoghese.

Sua risposta. Spallucce e frase: “Ma tanto siete tutti uguali…”.

A 22 anni io avevo la testa piena di progetti. E sentirmi trattare così da un coglione impiegato dell’ufficio di collocamento mi generava violenza. Ma avevo bisogno del lavoro, per cui deglutisco il cucchiaino di merda e mi riprometto di ritornare 10 anni dopo a sgommarci davanti in Lamborghini.

E vai! Firmo per diventare pu

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I 4 Passi (il primo lo usa la Ferrari) per trovare e gestire i collaboratori senza creare rischi e senza complicarti la vita

Gestione del personaleNegli ultimi anni, mi sono chiesto incessantemente quale dovesse essere davvero il passo giusto da compiere per far fare il vero salto di qualità agli imprenditori e alle loro aziende.

Mi spiego meglio.

Come saprai, oltre a gestire le mie aziende, mi dedico da tempo ad aiutare imprenditori riguardo alla semplificazione dei processi aziendali al fine di aiutarli a creare delle aziende che possano davvero crescere, che possano essere scalate.

La crescita aziendale, infatti, non può dipendere semplicemente dal genio dell’imprenditore o di qualche collaboratore chiave.

Facciamo finta che tu abbia un ristorante, visto che è un esempio a cui tutti possono relazionarsi.

Quando un cliente entra, devono esserci dei processi precisi che fanno in modo che la sua accoglienza sia sempre ai massimi livelli.

Come noti la mancanza di processi?

Beh, dal fatto che quando c’è il ristoratore che se ne occupa (o il collaboratore genio):

– i clienti sono soddisfatti
– lo scontrino medio aumenta
– il vino più caro si vende
– il cliente ritorna e porta amici a conoscere il ristorante

La maggior parte degli imprenditori ha risultati STRABILIANTI, ma che non sono duplicabili in quanto frutto del GENIO e non di processi e sistemi.

La tua azienda invece cresce SOLO se tutti – anche il collaboratore più scarso – sono capaci di ottenere risultati simili ai tuoi o a quelli dei “collaboratori supereroi” che hai.

Per arrivare a questo risultato ti serve fare il primo passaggio fondamentale: quello di trasformare la tua azienda in un sistema che sia basato su regole, procedure, sistemi e non semplicemente sulla buo

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Devi veramente far PAURA ai tuoi dipendenti come sostiene l’AD Enel?

Qualche giorno fa ho visto girare su Facebook una serie di articoli con dei titoli che facevano scalpore.

Una cosa del tipo: “Il discorso choc dell’Ad dell’Enel Starace – “Bisogna creare paura nei dipendenti” – interrogazione parlamentare in atto.”

Ancora peggio degli articoli, i commenti sotto (vabbè, in articoli di questo tipo i commenti sono un circo).

Eccone qualcuno, ma il tono è simile in tutti.

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Alla fine, sono andato a cercare il video completo, senza commenti giornalistici e toni da scandalo, ed è qui per te.

Come puoi ascoltare da solo, magari spiegato male, magari puoi non essere d’accordo sulle modalità, magari il modo di implementarlo non è il più delicato possibile, ma il principio dietro questo modo di agire credo sia abbastanza condivisibile.

Volendo semplificare, in ogni azienda, il risultato finale è la somma del lavoro fatto dalle persone che la compongono.

Perché è semplice all’inizio?

Beh, perché spesso ci sei SOLO TU!

Quindi decidi quello che vuoi fare. Decidi la strategia, decidi le operazioni da svolgere e (se non hai problemi psicometabolici) le fai.

L’immaginetta qui sotto ti spiega quello che intendo.

1dasolo

Poi il tempo passa, e p

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