Come far crescere l’azienda quando lavori con clienti più tirchi di un genovese, che non apprezzano quello che fai, e che preferiscono infrangere la legge piuttosto che pagare i tuoi servizi

Puntata Podcast 14

Gabriele è un imprenditore privilegiato, o meglio fa un lavoro dove ha molti dei vantaggi che un imprenditore vorrebbe per il suo business.

Ha un’azienda che serve dei clienti cosiddetti immobili, fermi, che sai dove sono.

Lavora con gli avvocati e sa che stanno tutti al tribunale.

Basta andare al foro di Velletri (lavora a Velletri) e provi a vendergli i tuoi servizi.

Molti imprenditori questo tipo di vantaggio non ce l’hanno.

Prendi il mio caso di SimpNess. Io non so dove i miei clienti si trovano esattamente, non esiste il foro degli imprenditori.

E lo stesso succede con moltissime altre attività ( ad esempio le librerie che non sanno dove abitano quelli che leggono).

Gabriele questo vantaggio lo ha, ma ne ha anche un altro: vende un prodotto che è obbligatorio per legge.

Si occupa di servizi digitali per gli avvocati e il processo telematico è diventato obbligatorio nei processi civili, e presto lo diventerà anche per quelli penali.

Il terzo vantaggio che ha è che da parecchi anni è attivo nella sua zona ed è conosciuto e rispettato come fornitore serio e affidabile, e questo gli ha permesso di costruirsi una buona base di clienti a cui vendere i propri servizi.

Come dicevo, parte da una posizione privilegiata che molti imprenditori vorrebbero avere.

Però ha anche due sfighe importanti:

1) Prima sfiga di Gabriele: i suoi prodotti sono delle commodity, dei prodotti indifferenziati, che non è l’unico a proporre.

Il risultato di avere la firma digitale ed essere a posto con la legge lo vende lui come lo vendono molti altri.

E anche se lui può lavorare meglio, può offrire un prodotto effettivamente migliore, può fornire assistenza post vendita, questo è difficile da

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Come sbloccare il pieno potenziale di un’azienda modificando il modello di business

 

Podcast Puntata 13

 

Claudia e la sua socia hanno trasformato in un’azienda vera e propria la loro attività storica di insegnanti degli insegnanti.

Dal lontano 2001 organizzano corsi di formazione per i docenti delle scuole dove spiegano metodologie didattiche nuove per modificare la didattica tradizionale.

Erogano corsi per insegnare le metodologie di didattica attive, cioè metodi di insegnamento diversi dal classico “insegnante che parla e studente che dorme” che trasformano le lezioni in un momento in cui tutta la classe è coinvolta nel processo di apprendimento.

E la loro specializzazione è una modalità di apprendimento che si chiama “apprendimento cooperativo” di cui sono uno dei punti di riferimento in Italia.

Quest’anno hanno deciso di strutturare la loro attività in un’azienda vera e propria e di farla crescere, e visto che sono due donne piene di energia e di progetti da realizzare hanno mille cose per la testa che su cui vorrebbero lavorare.

Ma scavando nella loro azienda per trovare un modo per ottimizzare i processi, delegare alcuni pezzi e organizzarla per crescere, ci siamo scontrati con un problema apparentemente insormontabile.

Per come è organizzata l’azienda oggi non può crescere oltre un certo livello. Paradossalmente, se dovessero raddoppiare il numero di corsi che organizzano sarebbe un grosso problema e non riuscirebbero a sostenerlo.

Perché?

Perché oggi molto del lavoro di erogazione dei corsi è affidato a dei collaboratori esterni che lavorano a chiamata, dei freelance insomma.

E non possono farci affidamento al 100%. Nel senso che prima di organizzare un corso devono verificare che ci sia effettivamente il collaboratore disponibile, bloccare la data e

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Come trasformare un caminetto brucia soldi in una fonte di ricchezza cambiando il modello di business

Podcast Puntata 12

Andrea credeva che nel podcast di oggi avremmo parlato di delega. La problematica che mi ha sottoposto riguarda infatti come trasferire le sue competenze ad altri per poter far crescere l’azienda.

Ma, come scoprirai ascoltando il podcast, l’argomento di questo è stato completamente diverso: il modello di business.

E non a caso. La possibilità di far crescere un azienda è direttamente legata a come il tuo business è progettato.

Esiste un modo corretto di pensare ad un nuovo business ed è questo: progettarlo in modo che se va male perdi poco, ma se va bene fai il jackpot.

Il business di Andrea oggi funziona al contrario.

È un business in cui se le cose vanno bene bene ci puoi tirare fuori qualche millino ogni mese (ma deve filare tutto liscio e senza problemi per sempre).

Se le cose vanno leggermente male è un disastro e potenzialmente puoi perdere soldi per i prossimi vent’anni, che non è esattamente quello che speri quando avvii un nuovo business.

E questo è un problema che non ha solo Andrea. Molti imprenditori si trovano nella situazione di farsi in quattro a lavorare per poi guadagnare le briciole e rischiare di saltare per aria ogni giorno.

SimpNess serve proprio a questo, a riconoscere questo tipo di problemi ed eliminarli completamente riproggettando l’azienda secondo un modello di business più efficace.

Ma chi è Andrea?

E’ il protagonista della puntata numero 12 del podcast ed ha aperto una scuola di chitarra elettrica in cui lui è il vero insegnante esperto.

Ha iniziato vendendo lezioni singole che ora ha fatto evolvere in un corso vero e proprio che dura tutto l’anno. Al momento è attivo solo su Genova e non ha grosse possibilità di espandere il suo giro d’affari se non nell

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La mia azienda vende tanti prodotti diversi, come scelgo su quale focalizzarmi? Scoprilo nell’undicesima puntata del podcast!

Podcast Puntata 11

Alessio è un giovane imprenditore toscano con un’azienda che principalmente si occupa di prevenzione, manutenzione e consulenze anti-incendio.

Il percorso fatto con la sua azienda è lo stesso che porta molte piccole imprese ad ottenere bei risultati all’inizio per poi arrivare ad un punto in cui stagnano, in cui non riescono a crescere come facevano all’inizio.

Seguimi che ti racconto al volo la sua storia.

Alessio inizia a fare l’imprenditore a 20 anni, rilevando l’azienda insieme a dei soci (non so tu, ma io a 20 anni stavo ancora all’università, mentre questo ragazzo iniziava già a fare impresa).

Per i primi anni la tiene focalizzata sui servizi legati all’antincendio.

Costruita una base di clienti ed una certa solidità decide di aggiungere un nuovo ramo d’azienda per vendere prodotti anti infortunistici.

E recentemente ha iniziato a dedicarsi anche alla vendita di divise per ristoranti…si c’è un pò puzza di estensione di linea, e questa storia l’abbiamo vista altre volte.

Prima sei focalizzato e vai spedito, poi estendi un po’ il bacino delle cose che fai e diventi super incasinato.

Ma alla fine non è poi così strano.

Un imprenditore è un vulcano in piena pronto a lanciarsi da un’opportunità all’altra ed ha sempre mille progetti per la testa a cui vorrebbe dedicarsi.

È normale creare un po’ di disordine in quello che fa, e il compito di SimpNess è proprio quello di mettere tutto in ordine, riconoscere quali sono le priorità e focalizzare i nostri sforzi la dove daranno il maggior risultato.

Alessio, ben consapevole del rischio di creare confusione riguardo ciò che vende realmente, è corso ai ripari creando tre brand diversi per ogni ramo della sua azienda.

Ha creato il brand Antincendio Natalini per il ram

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Come fare soldi con le commodity grazie a SimpNess

Podcast Puntata 10

Sergio è il protagonista della decima puntata del podcast, puntata parecchio stimolante per il tipo di problematiche su cui abbiamo lavorato.

La sua azienda produce e rivende imballaggi. Quindi scatole, nastro adesivo, nastro avvolgente e la mitica plastica con i pallini (nel podcast verrà svelato il suo vero nome).

E nello specifico ci siamo concentrati su due nodi da sciogliere:

  • Uno che riguarda l’espansione dell’azienda.
  • L’altro che riguarda la delega di alcuni processi delicati.

Per quanto riguarda l’espansione il problema principale ed ingombrante è che i prodotti per l’imballaggio sono per lo più delle commodity, cioè dei prodotti indifferenziati su cui hai basso margine e poco controllo.

E concetrare i nostri sforzi di marketing per vendere di più di una commodity non è quasi mai una buona strategia (nel podcast parlo delle eccezioni a questo e delle 2 strategie che puoi utilizzare per vendere le commodity).

Quindi ci siamo concentrati sull’individuare un prodotto o un processo specifico da brandizzare e al quale legare l’espansione.

Ma nel far questo bisogna procedere per gradi, testare le varie soluzioni e ricordarci che non possiamo rinunciare immediatamente a tutto il giro d’affari che tiene in piedi l’azienda oggi.

Abbiamo analizzato varie soluzioni tutte molto interessanti dalle quali potrai prendere spunto per la tua situazione specifica, e abbiamo applicato i principi di SimpNess per definire con chiarezza l’ordine in cui vanno implementate le cose.

Ma i dettagli di questo te li lascio scoprire nel podcast, ora ti parlo del secondo nodo da sciogliere nell’azienda di Sergio: la delega.

Sergio ha due difficoltà da superare nel del

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Podcast Puntata 9

Guido gestisce un’azienda familiare di serramenti, cioè vende porte e finestre che installa direttamente nelle case dei clienti.

Durante la registrazione della nona puntata del podcast di SimpNess abbiamo toccato diversi punti molto interessanti e sono sicuro che troverai delle idee parecchio utili da applicare subito nella tua azienda.

Uno dei primi elementi interessanti che sono emersi riguarda chi “rivende” i prodotti di altre aziende. Ho fornito un criterio semplice per capire qual è la vera dimensione della tua azienda quando una parte del tuo business è rivendere i prodotti di altri.

Guido lo fa con le porte e le finestre che compra da altre aziende e le rivende ai suoi clienti. E quindi è importante avere una fotografia chiara dell’azienda se vogliamo lavorare alla crescita.

Crescita che sarà il filo conduttore di tutta la nostra conversazione.

La difficoltà che deve gestire Guido in questo momento è proprio quella di sbloccare il fatturato e l’utile aziendale che da un pò di tempo non aumentano.

E questa è una situazione normalissima nel percorso di moltissime aziende, e ci siamo passati tutti.

Si arriva ad un punto in cui per quanto ci sforziamo non riusciamo a far funzionare le cose ad un livello più alto. E non perché non sappiamo fare il nostro lavoro, ma perché la nostra azienda non è ancora organizzata per guadagnare di più.

Nel caso di Guido questo è evidente.

Nonostante sia pieno di lavoro da mattina a sera, e abbia iniziato a lavorare al marketing della sua azienda che sta iniziando a portare i clienti. Ma nel momento in cui questi clienti arrivano ci sono delle difficoltà ad erogare il servizio.

È questo è il blocco più classico che impedisc

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Podcast Puntata 8

Giovanni, il protagonista dell’ottava puntata del podcast di SimpNess, ha una pizzeria d’asporto a Padova.

Se la guardiamo da fuori, una pizzeria d’asporto sembra avere naturalmente alcune caratteristiche basilari di un’azienda SimpNess.

– E’ un business semplice (quanto ci vuole a fare delle pizze e consegnarle ai clienti? Non voglio sminuire questo lavoro, ma sicuramente non è complesso come gestire una centrale nucleare).

– Ha un focus ben preciso: la pizza d’asporto. E questo permette di organizzare tutte le attività interne attorno a questo, con tutti i benefici che ne derivano.

– Le singole attività da svolgere quotidianamente per far funzionare tutto sono semplici (apparentemente) e replicabili.

– Puoi scalare facilmente perchè dopo aver ottimizzato il primo punto vendita lo puoi replicare praticamente in qualsiasi posto e dovrebbe funzionare senza troppi problemi.

Quindi una volta che facciamo il lavoro per ottimizzare il primo punto vendita possiamo aprire il secondo, e poi il terzo e così via fino a scalare davvero e costruire la versione italiana di Domino’s Pizza.

Quando guardi la situazione da fuori sembra tutto molto semplice e fighissimo, e quasi quasi ti vien voglia di investirci in prima persona.

Ma andando in profondità e iniziando a mettere le mani in pasta dentro all’azienda ti accorgi che non tutto è rose e fiori.

Come in tutte le attività che a livello teorico sembrano fighe e sembra che ci vuole un attimo per trasformarle nel nuovo business multimilionario, quando ti cali nella dimensione pratica ti accorgi delle decine e decine di rotture di vario tipo che devi risolvere per far funzionare tutto come si deve.

E risolverle nel primo punto vendita è assolutamente la base da cui partire PR

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Podcast puntata 7

I matrimoni sono storicamente un business ricco.

Basta pensare ai soldi che vengono spesi per organizzare ogni singolo matrimonio, anche quello più semplice e meno sfarzoso in assoluto, per capire che ogni volta che due persone si sposano c’è un grande numero di professionisti che ruotano attorno all’evento e ci mangiano sopra.

– Il fioraio
– Il ristorante
– Quelli dei vestiti
– I wedding planner

Tutto per rendere questo giorno speciale e memorabile!

Una delle figure che ruota attorno alla macchina dei matrimoni è il fotografo.

Forse ha il compito più importante visto che dovrà cristallizzare e fissare nella fotografie il ricordo di quei momenti.

Eppure questi professionisti hanno grosse difficoltà a trovare clienti e farsi pagare quanto meritano.

Nulla di troppo strano in fondo. Anche i fotografi sono dei tecnici che non hanno nessuna competenza di marketing.

A questo punto entra in gioco Annette, la protagonista della settima puntata del podcast di SimpNess, che si occupa di formare questi fotografi insegnando loro le basi del marketing, e di assisterli durante l’implementazione.

Annette si rivolge solo ed esclusivamente ai fotografi dei matrimoni.

Non ad altri.

E questo è già interessante visto che non mi sarebbe mai venuto in mente di prendere una nicchia così stretta, invece Annette ci ha tirato su un business.

Se però il principio del focus a livello generale è applicato (cioè si rivolge ad una nicchia molto specifica di professionisti), non è più così quando parliamo dell’organizzazione interna dei prodotti e dei servizi che vende con la sua azienda.

I servizi che Annette propone ai suoi clienti sono infatti diversi e disorganizzati.

Vende un pacche

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Podcast puntata 6

 

Tutto quello che insegno al corso SimpNess ha un focus molto preciso: semplificare la gestione della tua azienda.

Perché è così importante?

Il 99% degli imprenditori con cui lavoro tutti i giorni è completamente incasinato.

Un pò succede perché è una caratteristica degli imprenditori. Abbiamo sempre la testa piena di progetti e ci complichiamo la vita da soli.

Un pò deriva invece dall’azienda che all’interno non è ottimizzata per funzionare nel modo più semplice possibile.

E questo rallenta il lavoro a qualsiasi livello, impedendo all’azienda di funzionare bene e all’imprenditore di guidarla verso la crescita.

Un esempio è il caso di Andrea Pitzus, imprenditore edile della Sardegna che gestisce un’azienda familiare che costruisce e ristruttura case di lusso, e si è immolato come protagonista della sesta puntata del podcast di SimpNess.

In pratica Andrea lavora con i ricchi che vogliono farsi la villa in Costa Smeralda e con gli architetti che hanno ricevuto l’incarico di progettare una casa per loro.

E costruire una villa di diversi milioni di euro non è esattamente la stessa cosa di fare le case popolari.

Un cliente che paga un prezzo così alto ha le sue esigenze e le sue stranezze particolari che devi conoscere e assecondare quando costruisci la casa (un esempio è un tizio che ha voluto una maniglia di lucertola…ma i dettagli te li lascio scoprire quando ascolterai il podcast!).

Insomma ridurre tutto il lavoro ad un processo standard è molto difficile, e sicuramente è impossibile avendo a disposizione 45 minuti di podcast.

Nonostante questo ci siamo occupati di 2-3 cose molto interessanti.

La problematica principale su cui abbiamo puntato i riflettori è che Andrea non ha letteralmente tempo per sviluppare a

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Podcast Puntata 5

 

Nel podcast di oggi abbiamo un caso abbastanza interessante.

Il nostro ospite non è un imprenditore, ma è un architetto.

Si chiama Alberto.

Ma come tutti gli altri imprenditori ha la necessità di organizzare il lavoro di altre persone, la necessità di scalare e la necessità di svincolare i risultati economici che ha dal suo lavoro.

Perchè?

Perchè tradizionalmente chi esercita queste professioni guadagna vendendo il suo tempo per soldi, e questo limita enormemente la crescita.

Quindi se sei un architetto, un avvocato, un medico e vuoi espandere la tua attività o semplicemente vuoi guadagnare di più hai solo due modi:

1) Diventare la rock star: diventi il Renzo Piano della situazione e guadagni moltissimi soldi ogni volta che lavori.

Resta sempre uno “scambiare tempo per soldi”, ma se lo scambi per moltissimi soldi magari sei pure contento.

2) Ti organizzi come un’azienda. E questo lo vediamo soprattutto all’estero con i grandi studi associati in cui il proprietario alla fine è solo il Brand, ma il lavoro viene svolto da un team di collaboratori che lavorano con lui.

Alberto in realtà ha già iniziato ad organizzarsi come azienda e ha fatto gran parte dei passaggi iniziali.

Il primo passo da fare sarebbe quello di trovare o creare un servizio che puoi mettere al centro di tutto.

Perché è così importante?

Perché ti permette di formare facilmente collaboratori e di delegare il lavoro. Quindi puoi sfruttare la leva e inizi a slegare il tuo guadagno dal tempo.

E bisogna focalizzarsi su una cosa stretta perché è il modo più semplice e diretto sia di creare un Brand, sia di trasferire le competenze.

Alberto è già molto avanti su questo!

Il lavoro di focalizzazio

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