I 4 Passi (il primo lo usa la Ferrari) per trovare e gestire i collaboratori senza creare rischi e senza complicarti la vita


Gestione del personaleNegli ultimi anni, mi sono chiesto incessantemente quale dovesse essere davvero il passo giusto da compiere per far fare il vero salto di qualità agli imprenditori e alle loro aziende.

Mi spiego meglio.

Come saprai, oltre a gestire le mie aziende, mi dedico da tempo ad aiutare imprenditori riguardo alla semplificazione dei processi aziendali al fine di aiutarli a creare delle aziende che possano davvero crescere, che possano essere scalate.

La crescita aziendale, infatti, non può dipendere semplicemente dal genio dell’imprenditore o di qualche collaboratore chiave.

Facciamo finta che tu abbia un ristorante, visto che è un esempio a cui tutti possono relazionarsi.

Quando un cliente entra, devono esserci dei processi precisi che fanno in modo che la sua accoglienza sia sempre ai massimi livelli.

Come noti la mancanza di processi?

Beh, dal fatto che quando c’è il ristoratore che se ne occupa (o il collaboratore genio):

– i clienti sono soddisfatti
– lo scontrino medio aumenta
– il vino più caro si vende
– il cliente ritorna e porta amici a conoscere il ristorante

La maggior parte degli imprenditori ha risultati STRABILIANTI, ma che non sono duplicabili in quanto frutto del GENIO e non di processi e sistemi.

La tua azienda invece cresce SOLO se tutti – anche il collaboratore più scarso – sono capaci di ottenere risultati simili ai tuoi o a quelli dei “collaboratori supereroi” che hai.

Per arrivare a questo risultato ti serve fare il primo passaggio fondamentale: quello di trasformare la tua azienda in un sistema che sia basato su regole, procedure, sistemi e non semplicemente sulla buona volontà e il genio.

Quelli ce li teniamo, ovviamente. E quando ci sono li benediciamo perché sono l’energia principale che ti ha consentito di creare qualcosa da zero e di portarla ad un livello di successo.

MA se non cresci alla velocità che vorresti, è per la somma di questi due motivi:

1) TI MANCA un’organizzazione interna capace di supportare la crescita. Il test della verità è questo, e ne parlo spesso. Riusciresti a gestire un carico di lavoro aumentato in maniera drastica (3/5/10 volte in più) senza far scendere in maniera drammatica la qualità o – peggio – fare dei casini enormi?

2) Questo casino organizzativo NON TI CONSENTE di dedicarti a quello che veramente serve per far crescere la tua azienda. Test della verità: QUANTI “PROGETTI” hai nel cassetto e non riesci a mettere in pratica per mancanza di tempo?

E se – nonostante tutto – non riesci a far crescere l’azienda o le tue procedure e sistemi prendono polvere?

La chiave di volta è che – anche se si assomigliano – le procedure e i sistemi non funzionano come il software di un computer.

In teoria sarebbe così. Abbiamo in testa algoritmi complessissimi che le aziende spendono miliardi di

dollari per emulare in parte. Ma di fatto, dal punto di vista pratico NON possiamo trattare un collaboratore come un computer.

Ho spesso utilizzato questa metafora, ma nel caso tu te la sia persa te la ripropongo.

Un computer è una macchina che riconosce solo gli 1 e 0 del codice che gli dai.

SE il codice è scritto bene (es. la tua procedura), la esegue.

SEMPRE. Non ha problemi psicometabolici. Non si lamenta che deve andare alla recita del figlio. Non ti viene ad interrompere ogni 3 minuti che non ha capito. Non devi trovare le parole giuste per trasmetterlo.

Crei un software. Testi. Aggiusti. E poi funziona da solo.

Ha lo svantaggio di non avere “genio”. Ma il vantaggio che esegue senza rotture.

Si scassa il software? Ripari e continua a funzionare.

Si scassa il computer? Lo cambi, reinstalli il software e buonanotte.

Le persone – invece e fortunatamente in alcuni casi – non funzionano così.

PC vs Unga Unga
Non basta creare il software, la procedura o il sistema perfetto.

DEVI ANCHE SAPER “fargli applicare” il tutto.

Ed è proprio in questo punto che ti viene la depressione 😛

Tu puoi avere l’azienda più procedurizzata dell’universo, puoi avere il business più figo e più scalabile del mondo, ma se anche una piccola parte dei tuoi collaboratori non è perfettamente allineata e non esegue, ecco che tutta la putenza dell’azienda e dei suoi sistemi perdono di valore, perché non ha al suo interno “i soldatini addestrati adeguatamente”.

Lascia che ti spieghi cosa intendo con un breve aneddoto.

C’è un mio cliente che ha un’azienda che produce calibri ad altissima precisione. Una mattina era ad un mio corso e ad un certo punto viene interrotto un messaggio nel quale l’interlocutore si presenta con tono preoccupato con la seguente frase:

“EMERGENZA! Tutti i computer non si accendono!!!”

Tutti i collaboratori erano andati nel panico per questa cosa.

NESSUNO SAPEVA COME RISOLVERE L’ENIGMATICO PROBLEMA!

Un virus misterioso? Un fulmine aveva bruciato tutti i computer dell’azienda? Un sabotaggio della concorrenza?

Aiuto!!!

Alla fine, il problema era questo. Nessuno aveva acceso l’interruttore generale della corrente.

Lo so, è al limite del credibile, ma te l’ho portato giusto per farti capire che su alcune cose in effetti la situazione è abbastanza… Come dire… Drammatica!Gestire i collaboratori

Dai, spero che non ti sia successa una cosa del genere, lo spero davvero. Però sono sicuro al 100% che sei ti chiedessi di pensare a due o tre situazioni – che magari accadono frequentemente – e che ti fanno imbestialire oltre a innescare nella tua testa solo insulti e malauguri per i tuoi dipendenti, le trovi, eccome se le trovi.

Da una parte ti dico che hai ragione ad imbestialirti, dall’altra ti dico che gestire i dipendenti è un abilità più complessa di quanto si pensi, e che probabilmente brucia tutta la tua energia.

ALT! Già di vedo… Stai pensando: “Eh ma cosa c’è da gestire? Io già gestisco bene le persone! quando sbagliano succede perché sono scemi loro e su quello non ci si può fare niente!”.

Vero. Ma a meno che tu non ti trasferisca in una dimensione parallela dove le persone funzionano come i computer o aspetti che l’intelligenza artificiale diventi alla portata di tutti, ti tocca gestire ANCHE questa gente.

Perché è vero, la realtà è che probabilmente nella tua azienda non ci lavoreranno solo geni intelligentissimi e super capaci, ma questo non ti impedisce in alcun modo di cercare comunque di arrivare ad un profondo livello di granularità per educare il loro comportamento.

Cosa credi che abbia fatto McDonalds?

Ok. Qui l’obiezione potrebbe essere:

“Eh ma McDonalds non fa qualcosa di complesso… Grazie che trova le persone capaci a friggere le patatine”

APPUNTO

Qualsiasi azienda di elevato successo partita con poche risorse, come credi che abbia fatto a scalare e a crescere esponenzialmente?

Facendo UNA SOLA COSA. E trovando un modo per insegnare alle persone con i giusti pre-requisiti a farlo.

Il pre-requisito di McDonalds è respirare.

Se ti occupi di ingegneria di precisione il prerequisito è essere un ingegnere e magari saper utilizzare alcuni software.

Magari ce ne sono meno, ma questo non significa che sia impossibile strutturare e semplificare il lavoro, focalizzarsi, creare dei sistemi e successivamente insegnare ai dipendenti ad eseguirlo.

Non esiste un modo per uscire da questo casino senza il requisito del focus e della semplificazione (di cui parlo ABBONDANTEMENTE al corso SimpNess).

Ma anche una volta che sei riuscito in questo, devi comunque imparare a gestire correttamente le persone che ti aiutano in questa impresa titanica di gestire la tua azienda.

Iniziamo dalle basi.

 

Hai mai pensato a come incentivare i dipendenti?

Questa è una domanda alla quale devi sapere obbligatoriamente rispondere. I tuoi collaboratori, che incentivi hanno a lavorare per te?

Che incentivi hanno, a lavorare bene per te?

Non sto parlando ovviamente del fatto di dargli premi di produzione o altro. Ma proprio del banalissimo (e super-inflazionato) tema: come motivare i dipendenti.

Se mi conosci, sai quello che faccio e quindi saprai anche che non è certo il mio campo “motivare” e che la semplice parola mi fa venire l’orticaria.

C’è però un piccolo dettaglio sul quale vorrei farti ragionare che spesso (anzi, quasi sempre) no viene toccato e discusso da nessuno.

Il fatto è che, complici sicuramente i formatori dalla dubbia professionalità al pascolo libero, se io ti dico che devi motivare il personale, automaticamente sono certo che ti passeranno per la testa cose del tipo:

  • Riunioni motivazionali
  • Cazziatoni
  • Manfrine di vario utilizzo
  • Promesse di premi aziendali come il leasing della BMW pagato
  • E chi più ne ha più ne metta.

In realtà se ci fai caso, già il significato del termine “motivare” assolverebbe a questo problema.

Per quanto riguarda me, le mie aziende e il rapporto e la gestione dei miei collaboratori, “motivare i dipendenti” l’ho sempre interpretato come il dover far in modo di progettare un’azienda nella quale le persone abbiano voglia di lavorare.

 

Lo strano caso: Italia batte Marocco 7 a 0

E ti porto un esempio personale. Da circa tre mesi ho reclutato 7 ragazzi come copywriters per la produzione di contenuti e per aiutarmi nella gestione di SimpNess.

L’accordo era chiaro. Lavorate GRATIS in cambio di formazione per un periodo di tempo. Poi vi pago da fame per 1 anno. Poi vediamo come crescere insieme.

Ho ricevuto una vera e propria valanga di candidature, e tra queste persone abbiamo selezionato i 7 migliori.

Contemporaneamente cercavo gli stessi profili in Marocco.

Dove ho 3 aziende e – in teoria – anche maggiori prospettive di crescita.

Una desolazione. Un turnover tremendo. Dei profili “sgarrupati”. E mi sono dovuto accontentare dei meno peggio. Tra l’altro pagandoli anche di più degli equivalenti italiani, più bravi e indipendenti.

Quando ho un progetto da fare in Italia lo invio al gruppo e letteralmente li vedo “fare a gara” per chi si aggiudica l’incarico e finire prima del tempo. In Marocco c’è il fuggi fuggi con relativi incazzamenti da parte mia.

Ora, diamo pure la colpa ai marocchini teste di cazzo.

Ma allora come mai tu in Italia non trovi persone come quelle che ho trovato io?

La risposta è semplice.

Perché, a torto o a ragione, SimpNess è un’azienda dove la gente ha voglia di lavorare.

Le mie aziende in Marocco NO (o, meglio, non ancora). Ed è semplicemente colpa mia che non ho lavorato abbastanza bene in termini di Marketing e Pubbliche Relazioni.

Vendere con le PR - Frank Merenda, Al Ries, Laura RiesIn questi giorni è in corso a Riccione l’evento “Vendere con le PR”, organizzato dal mio amico e compagno di Podcast Frank Merenda e con la partecipazione di Al e Laura Ries.

Se te lo sei perso non posso farci nulla, spera solo che lo tengano a breve o lo trasformino in un prodotto fisico.

Perché, avrebbero potuto anche chiamare “Trovare collaboratori validi con le PR” e sarebbe stato lo stesso.

Se sei la Ferrari ogni giorno puoi scegliere tra le centinaia di CV e selezionare il meglio.

Se sei l’officina meccanica dell’indotto, NO.

È la triste realtà che NESSUNO ti insegna nel “Corso People Management” che vedi nei vari MBA.

E devi scontrarti con questo quotidianamente. Il primo passo per “motivare i dipendenti” è proprio selezionare quelli che abbiano VERAMENTE voglia di lavorare con te. Ed il pre-requisito è costruire il brand e il marketing della tua azienda per farla diventare la Ferrari del tuo campo. Non si scappa.

 

Ammettiamo che riesci a trovare delle persone normodotate. Qual è il passo successivo?

Se proprio insisti a frequentare l’ennesimo corso di Management e Gestione del Personale tenuto da gente che non ha mai bestemmiato dietro i marocchini, ti spiegheranno un mucchio di concetti teorici che arrivano direttamente da business school americane, del tipo:

  • Devi trasmettere la vision dell’azienda
  • La mission
  • Etc..

Ma la realtà è che tutti gli imprenditori che conosco io non hanno bisogno di queste (scusami il termine) stronzate.

Nella quasi totalità dei casi i problemi di una impresa “normale” non sono la definizione della vision o della mission, ma – anche volendo prendere i concetti per buoni – come tatuarli nella testa delle persone e gestire i collaboratori in maniera che svolgano le attività a loro assegnate in maniera autonoma e indipendente.

E questo è un altro sport. Completamente.

Cosa dovresti fare? Riunioni motivazionali quotidiane? Proiettare in sala mensa filmati motivazionali come quello del giocatore di football che bendato gattona per l’intero campo da gioco con una persona su di lui?

SILENZIO su questo aspetto. Che – guarda caso – è proprio il punto fondamentale sul quale lavorare.

Come ho scritto sopra, il problema non è semplicemente quello di strutturare i sistemi della tua azienda e le procedure, ma essere in grado di trasferirli a delle “teste di cazzo”.

Se non riesci in questo compito, e quindi hai delle persone non capaci di eseguire in autonomia succederà quello che succede adesso: per per ogni minimo dubbio, per ogni minimo problemuccio, verranno a chiedere a te.

E indovina questo cosa influenza negativamente?

La tua impresa in primis, perché ovviamente lavorare in questo modo non fa che rallentare completamente i processi aziendali.

Ma in secondo luogo vieni danneggiato tu in prima persona, perché ammettiamolo, non esiste nulla di più frustrante di dover lavorare ed essere costantemente interrotto trenta volte al giorno per “futilità”.

Tutte queste scocciature, sommate l’una sull’altra, non fanno che limitare la crescita della tua azienda, oltre a trattenerti all’interno del business. Ma il compito dell’imprenditore non è questo!

La funzione dell’imprenditore è, SI, quella di risolvere i problemi. Ma… quelli che VERAMENTE hanno bisogno della tua esperienza, del tuo intuito, del tuo genio.

Recentemente ho chiesto ad un mio cliente privato di elencarmi le principali rotture che arrivano dai suoi dipendenti.

Sei pronto a cadere dalla sedia?

Ecco le prime 10 in ordine di frequenza (su 50):

  1. Non funziona internet
  2. Problemi con la rete o computer
  3. Non funziona il telefono
  4. Non riesco a tirare giù la saracinesca
  5. Il riscaldamento non va
  6. Il condizionatore non va
  7. Revisione auto/moto dove farle e quando farle?
  8. Tagliandi veicoli dove farli e quando farli?
  9. Rottura improvvisa (foratura pneumatico) dove andare e cosa fare?
  10. E’ saltata la luce

Ti sembra normale? A me no.

Soprattutto perché di mestiere lui non fa il tecnico internet o del telefono, né il manutentore. Fa l’IMPRENDITORE CAZZO! (scusa ma non riesco a trattenermi)

Per definizione l’imprenditore è colui che lavora SUL business, è colui che si occupa di ideare la strategia e di dirigerne l’attuazione. Non di riparare i computer.

E se anche tu vuoi smettere di essere come il mio cliente, devi iniziare a mettere in pratica le poche regole che ho condiviso in questo post.

1) Fai diventare la tua azienda un posto dove i collaboratori abbiano VOGLIA di lavorare

2) Seleziona il meglio (che ti arriva solo se rispetti il punto 1)

3) Semplifica quello che fai in modo tale da rendere più semplici i sistemi aziendali e il loro trasferimento (la tanto citata formazione dei collaboratori)

4) Impara come trasferire le tue conoscenze e strutturare l’azienda in modo da tale da lasciare ai collaboratori la gestione “ordinaria” e di occuparti solo di fare il tuo lavoro

4 passi semplici da capire. Ma difficili da mettere in pratica.

Ed è proprio a questo che serve il corso SimpNess.

A metterti a disposizione tutti gli strumenti più adeguati, innovativi, efficaci e testati su vere imprese italiane da veri imprenditori come te per riuscire a rendere il business più semplice, delebile e capace di crescere.

A te la scelta.

– Puoi rimanere nella situazione in cui ti trovi, in mezzo alle rotture di coglioni quotidiane e con il calendario a portata di mano per le bestemmie.

Oppure:

– Dedicare 4 delle tue giornate alla formazione, per poi lavorare tutto l’anno e gli anni a venire (eh, sì. Il corso va messo in pratica) a creare un’azienda nella quale sarai gradualmente più sereno con collaboratori “funzionanti”.

Se tifi per la seconda opzione, ti aspetto alla prossima edizione di SimpNess!

Trovi tutti i dettagli qui:

www.simpness.com/corso

PS: Consiglio spesso ai miei clienti di venire ai corsi con il proprio staff, questo perché in anni di formazione, i risultati migliori si sono sempre visti quando ci sono presenti tutte le teste coinvolte nell’azienda, invito anche te a fare la stessa cosa.

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